Break-even point: calcolare il punto di pareggio e usarlo per decidere

Quante unità devo vendere per non andare in perdita? A questa domanda risponde il break-even point, o punto di pareggio: il livello di attività in cui i ricavi coprono esattamente i costi. È uno degli strumenti più semplici e potenti per decidere su prezzi, volumi e investimenti.
Cos'è il punto di pareggio
È il fatturato (o il numero di unità) a cui l'utile è zero: sotto si è in perdita, sopra si inizia a guadagnare. Conoscerlo significa sapere qual è il livello minimo di vendite che rende l'attività sostenibile.
Gli ingredienti
- Costi fissi: non dipendono dai volumi (affitto, stipendi, ammortamenti).
- Costi variabili: crescono con le vendite (materie prime, provvigioni).
- Margine di contribuzione: prezzo meno costo variabile, ciò che resta per coprire i costi fissi.
La formula
Punto di pareggio (quantità) = Costi fissi ÷ (Prezzo unitario − Costo variabile unitario).
In valore = Costi fissi ÷ percentuale di margine di contribuzione.
Un esempio
Costi fissi 60.000 €, prezzo 100 €, costo variabile 60 €: il margine unitario è 40 €. Servono 60.000 ÷ 40 = 1.500 unità per andare in pareggio. Da lì in poi, ogni unità aggiunge 40 € di utile.
Come usarlo per decidere
Il punto di pareggio aiuta a valutare uno sconto, un nuovo prodotto, un investimento che alza i costi fissi, o il "margine di sicurezza" tra le vendite attuali e il pareggio. È un tassello del controllo di gestione.