Bilancio d’esercizio: gli errori più comuni da evitare
Il bilancio d'esercizio è il principale strumento di comunicazione economica dell'impresa. Un errore, anche in buona fede, può comprometterne l'attendibilità verso banche, soci e Fisco. Ecco gli sbagli che ricorrono più spesso e come evitarli.
Valutazione delle rimanenze
Magazzino sopravvalutato o criteri non coerenti nel tempo gonfiano l'utile e distorcono la realtà. Le rimanenze vanno valutate al minore tra costo e valore di mercato, applicando con costanza lo stesso metodo.
Ammortamenti e immobilizzazioni
Aliquote non corrette, mancato aggiornamento delle vite utili o assenza di svalutazioni quando necessarie sono tra gli errori più comuni. Ogni cespite va monitorato nella sua effettiva capacità di generare valore.
Ratei, risconti e competenza
Il principio di competenza impone di imputare costi e ricavi all'esercizio cui si riferiscono, non a quello in cui si incassa o si paga. Trascurare ratei e risconti falsa il risultato.
Crediti e fondo svalutazione
Mantenere a bilancio crediti ormai inesigibili senza un adeguato fondo svalutazione sovrastima l'attivo. Una revisione periodica delle posizioni è indispensabile.
Coerenza tra i prospetti: il segnale da non ignorare
Un bilancio è attendibile quando i tre prospetti sono coerenti. Discrepanze tra variazione di cassa nel rendiconto e poste liquide dello stato patrimoniale, o tra utile e variazione di patrimonio netto, sono segnali di errori che meritano indagine immediata.
Prevenire gli errori con una check-list di chiusura
Una check-list standardizzata, la riconciliazione dei conti da parte di soggetti indipendenti e il confronto con benchmark di settore riducono sensibilmente il rischio di errori. Lo Studio Carollo supporta le imprese nella preparazione del bilancio prima della revisione esterna.
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