Per confrontare forfettario e tassazione ordinaria occorre capire quali regole si applicano e come incidono sui numeri dell’attività. La percentuale di imposta, presa da sola, non dice quanto denaro rimarrà disponibile. Un prospetto utile parte dagli stessi dati e distingue reddito fiscale, contributi, IVA e movimenti di cassa.

Prima della convenienza, verificare l’accesso

Qui «ordinario» indica la tassazione del reddito secondo le regole generali contrapposta al forfettario: non significa automaticamente obbligo di tenere la contabilità ordinaria. Il confronto va riferito alla specifica attività e alla forma in cui viene svolta.

Il forfettario è soggetto a requisiti e cause di esclusione. Servono informazioni su altri lavori, partecipazioni, controllo di società e clienti collegati al datore di lavoro. Le regole possono cambiare per anno: la legge di bilancio 2026, articolo 1, comma 27 ha esteso al 2026 una disposizione sui redditi di lavoro dipendente. Una vecchia tabella, quindi, può dare un risultato errato già prima della simulazione.

Confrontare basi imponibili costruite correttamente

Nel forfettario il comma 64 della legge 190/2014 collega il reddito ai ricavi o compensi percepiti e al coefficiente di redditività: i singoli costi dell’attività non vengono sottratti analiticamente come in un conto economico. I contributi obbligatori seguono la deduzione prevista dalla stessa disposizione.

Per il lavoro autonomo soggetto alle regole generali, l’articolo 54 del TUIR considera somme e valori percepiti e spese sostenute, con esclusioni ed eccezioni. Non ogni uscita bancaria diventa pertanto un costo interamente deducibile. Il preventivo deve distinguere spese documentate, investimenti e utilizzi personali o promiscui. Per un’impresa occorre applicare le relative regole, senza trasferire automaticamente quelle dei professionisti.

Considerare l’IVA nei prezzi e negli acquisti

Per le operazioni nazionali, il comma 58 della legge 190/2014 dispone che il forfettario non eserciti la rivalsa IVA e non abbia diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti. Questo dato incide sul costo effettivo delle forniture e va considerato quando si preparano i prezzi.

Occorre indicare se i clienti sono consumatori o operatori economici e se il prezzo concordato è complessivo oppure espresso oltre IVA. Anche paese del cliente, tipo di operazione e acquisti da fornitori esteri contano. Non estendere la semplificazione delle operazioni nazionali a tutte quelle internazionali: la stessa norma contiene regole specifiche.

Aggiungere previdenza, altri redditi e calendario

Una simulazione fiscale utile deve essere affiancata da un calendario del denaro. Incassare a fine anno, acquistare attrezzature subito o dover sostenere rate ricorrenti produce esigenze diverse, anche con lo stesso risultato annuo.

I contributi non si ricavano semplicemente dal nome del regime fiscale. La circolare INPS 8/2026, sezione sui professionisti distingue, nella Gestione Separata, situazioni con e senza altra copertura previdenziale obbligatoria. Raccogliere inoltre gli altri redditi e gli oneri personali: il confronto deve valutare la situazione complessiva, compresa l’effettiva utilizzabilità dei benefici fiscali, quando prevista.

Checklist dei dati da raccogliere

  • Attività svolta, codice ATECO utilizzato e data di inizio; segnalare eventuali attività diverse.
  • Ricavi o compensi percepiti, fatture ancora da incassare e previsione dei nuovi contratti.
  • Costi ricorrenti, acquisti importanti e relativa IVA, separando l’uso personale da quello dell’attività.
  • Tipi di clienti, paesi coinvolti, prezzi pattuiti e termini di pagamento.
  • Altri redditi, ultima dichiarazione, Certificazioni Uniche e oneri personali rilevanti.
  • Gestione previdenziale, contributi versati, partecipazioni societarie ed eventuali precedenti opzioni fiscali.

Per i coefficienti va verificato il collegamento tra attività e classificazione: l’articolo 1 del D.Lgs. 81/2025 disciplina il passaggio alla classificazione ATECO 2025. Il codice non va scelto soltanto per ottenere un risultato numerico più favorevole.

Esempio ipotetico: stessi incassi, spese differenti

Immaginiamo due professionisti con la stessa attività e 30.000 euro di incassi annuali. Nel primo scenario le uscite dell’attività sono 3.000 euro, nel secondo 15.000 euro. Sono numeri inventati, considerati qui prima di imposte e contributi.

La differenza economica tra incassi e uscite è rispettivamente 27.000 e 15.000 euro. Non è ancora il reddito imponibile e non è il netto personale. L’esempio mostra perché il medesimo incasso non descrive due situazioni equivalenti: costi, trattamento fiscale delle spese, IVA e contributi devono entrare nel confronto. Questi dati, da soli, non assegnano la convenienza a uno dei regimi.

Che cosa dovrebbe mostrare il prospetto finale

Un confronto leggibile espone ipotesi utilizzate, reddito fiscale, imposte stimate, contributi e disponibilità di denaro, mantenendo distinguibili le singole voci. Deve anche indicare quali dati sono documentati e quali dipendono da incassi o spese ancora da confermare.

Per preparare una consulenza fiscale, la domanda più utile è quindi: «Con questi contratti, questi costi e questi altri redditi, come cambiano i risultati?». Un prospetto con due scenari realistici permette di valutare anche la sensibilità della scelta a nuovi investimenti, crescita o riduzione del lavoro.